Circolo d’oro in Islanda: la guida completa
Ultimo aggiornamento 1 Aprile 2025
Un’itinerario di circa 300 km collega tre delle attrazioni naturali più famose d’Islanda, offrendo un assaggio della straordinaria varietà dei paesaggi islandesi.
Nonostante la sua vicinanza alla capitale abbia reso il Circolo d’Oro un percorso molto turistico, vale sicuramente la pena dedicargli almeno una giornata.
Con questa guida completa ti porterò alla scoperta di ogni tappa e di tutto ciò che devi sapere per pianificare al meglio il tour.
Prima di iniziare vorrei presentarmi: sono Tatiana conosciuta sui social come biondavagabonda, viaggiatrice da sempre, oltre a darti consigli per i tuoi itinerari ti aiuto a far crescere la tua attività sui social.
Alla fine ci sarà anche un piccolo bonus, una delle più intense esperienze della mia vita, da non perdere se hai a disposizione mezza giornata in più.


IN QUESTA PAGINA:
La mappa del Circolo d’Oro
Partendo da Reykjavik il percorso più sensato sarebbe fermarsi al Parco Nazionale di Þingvellir, che dista circa 50 minuti dalla capitale, proseguire altri 60 minuti per Geysir e infine 15 minuti per Gullfoss, ed è quello che ti consiglio di fare se hai poco tempo a disposizione.
Come ti accennavo però, c’è un attività molto particolare, di cui voglio parlarti alla fine di questo articolo, che mi ha portato a mescolare un pò le tappe del tour classico.
Ho iniziato da Gullfoss, a seguire Geysir, per finire con Il Parco Nazionale di Þingvellir, perchè ho preferito tenere l’attività come ultima cosa della giornata.
Itinerario del Circolo d’Oro tappa per tappa
Le attrazioni principali del Golden Circle sono tre:
1- Il Parco Nazionale Þingvellir
Un sito di enorme valore storico, geologico e culturale, non per niente dal 2004 è uno dei tre siti Patrimonio Unesco islandesi (insieme all’isola Surtsey e al Vatnajökull National Park).
Proprio qui, nel 930, fu fondato l’Alþingi, il primo parlamento democratico al mondo. Per secoli, i capi delle comunità islandesi si riunivano qui per discutere leggi, risolvere dispute e prendere decisioni politiche.
Sempre qui nel 1944 nacque la Repubblica islandese.
Il motivo per cui la maggior parte delle persone visita Þingvellir è la possibilità di osservare la dorsale medio atlantica.
Le placche tettoniche, nordamericana ed euroasiatica, si stanno allontanando di circa 2 cm all’anno, creando fratture, gole e crepacci.
Il Parco Nazionale di Þingvellir è l’unico luogo al mondo in cui osservare tale fenomeno dalla terraferma, questo rende l’Islanda un laboratorio naturale per lo studio dei processi tettonici.
Questa attività geologica modella continuamente la superficie terrestre, contribuendo alla formazione di nuove terre, all’espansione degli oceani e ha anche dato origine al lago Þingvallavatn, il lago naturale più grande d’Islanda.
Esso occupa il fondo della valle, e offre un habitat unico per numerose specie di pesci e uccelli acquatici.
Cosa fare nel parco?
Dalle più avventurose alle più culturali, ecco le attività possibili a Þingvellir:
- Escursioni: il parco è attraversato da numerosi sentieri escursionistici che permettono di esplorare la gola di Almannagjá, la cascata di Öxarárfoss e i punti panoramici che offrono viste mozzafiato sulla valle e sul lago.
- Visite culturali: un centro visitatori ben attrezzato offre approfondimenti sulla storia e la geologia del parco. Inoltre è possibile vistare i resti delle antiche strutture utilizzate durante le riunioni dell’Alþingi.
- Snorkeling e immersioni nell’acqua più limpida al mondo, ma di questo ti parlerò in un approfondimento alla fine di questo articolo. Ti ricordi che ti accennavo ad un esperienza imperdibile?


2- La cascata di Gullfoss
Il nome Gullfoss significa cascata d’oro, a causa del riflesso dorato che si crea quando i raggi del sole colpiscono le particelle di acqua nebulizzata.
Oltre a far parte di questo popolare itinerario, Gullfoss è la cascata più famosa e potente d’Islanda: in estate il flusso d’acqua raggiunge i 140 metri cubi al secondo.
Un altra particolarità di questa cascata è che è composta da 2 salti: il primo di circa 11 metri, seguito da un secondo di 21, che precipitano in una profonda gola orientata in modo tale da far sembrare che il fiume scompaia nella terra. Nelle giornate di sole questo crea un effetto visivo surreale: l’acqua nebulizzata genera arcobaleni scintillanti.
Dal parcheggio sono presenti sentieri ben segnalati che conducono a varie piattaforme panoramiche, grazie alle quali è possibile ammirare la cascata da più angolazioni.
Esiste un periodo migliore per visitarla? Ogni stagione offre un esperienza diversa: in estate esprime tutta la sua rigogliosa potenza, mentre in inverno si trasforma in un paesaggio incantato di ghiaccio e neve. Se vuoi visitarla in inverno non dimenticare i ramponi.
Io quando l’ho vista? Quando il paesaggio si tinge di sfumature dorate, rosse e arancioni. La luce morbida diventa ancora più scenografica e gli arcobaleni più vividi. Una stagione autentica e contemplativa: l’autunno.
La storia di Gullfoss è affascinante quanto i suoi paesaggi, ora te la racconto.
Sigríður Tómasdóttir, una giovane donna e figura iconica della storia islandese, lottò per preservare la cascata dalla minaccia dello sfruttamento industriale.
Nei primi anni del XX secolo, un gruppo di investitori stranieri cercò di acquistare l’area intorno a Gullfoss per sfruttare l’energia idroelettrica della cascata. L’idea era di costruire una diga per alimentare un impianto industriale, ma ciò avrebbe cambiato per sempre la natura incontaminata del luogo.
Sigríður, figlia di un contadino che possedeva i terreni circostanti, era profondamente legata a Gullfoss.
Cresciuta ascoltando il fragore delle acque e ammirandone la bellezza selvaggia, considerava la cascata una parte insostituibile della sua terra e della sua identità.
Quando venne a sapere del progetto, decise di fare tutto il possibile per impedirne la realizzazione ed intraprese una vera e propria battaglia.
Si recò a piedi fino a Reykjavík (un viaggio di circa 120 km) per presentare la sua causa alle autorità. Nonostante le difficoltà economiche e fisiche, non si arrese. Si dice che arrivò persino a minacciare di gettarsi nella cascata se il progetto fosse stato approvato, un gesto estremo che sottolineava la sua determinazione e il suo legame profondo con quel luogo.
Grazie alla sua perseveranza, il progetto venne abbandonato, l’area di Gullfoss fu protetta legalmente e diventò un simbolo della conservazione ambientale in Islanda.
Sebbene alcuni dettagli della storia potrebbero essere stati romanticizzati nel tempo, Sigríður Tómasdóttir è considerata una delle prime ambientaliste islandesi e in suo onore, è stata eretta una targa commemorativa vicino alla cascata.
Oggi, Gullfoss non è solo un’attrazione turistica, ma anche un simbolo di resistenza e amore per la natura, grazie alla storia di Sigríður e alla sua lotta per preservarne la bellezza.

3- Area geotermica di Geysir
Lungo la valle di Haukadalur si estende una delle zone con maggiore attività geotermica d’Islanda. Proprio qui si trova il Grande Geysir, uno dei geyser più antichi e famosi al mondo, quello che ha dato il nome a tutti gli altri.
La sua attività è documentata fin dal XIII secolo, quando le cronache locali descrivevano il fenomeno come un miracolo della natura.
La sua altezza di eruzione, che in passato arrivava fino a 70 metri, lo rendeva uno spettacolo impressionante.
Oggi purtroppo è quasi completamente inattivo e il motivo è dovuto in gran parte all’intervento dell’uomo, che lo ha danneggiato buttando pietre e oggetti al suo interno.
E allora perchè visitarlo? Attualmente il vero protagonista è il geyser Strukkur, che erutta regolarmente ogni 5-10 minuti, lanciando colonne d’acqua fino a 30 metri d’altezza.
Il punto di eruzione si raggiunge facilmente ed è circondato da corde, ma vi consiglio comunque di osservare bene per terra e di posizionarvi dove non è bagnato e non troppo vicino al punto di eruzione, se non volete farvi una doccia non richiesta. Stare al di fuori delle corde non vi garantirà di non bagnarvi.
Oltre a Strokkur all’interno dell’area ci sono:
- Sorgenti calde: piscine naturali di acqua fumante di diverse tonalità, dal blu al verde, grazie ai minerali disciolti.
- Pozze di fango bollente: piccoli crateri riempiti di fango ribollente che testimoniano la potenza geotermica sottostante.
- Depositi minerali: la terra è colorata da ossidi di ferro, zolfo e altri minerali, creando un paesaggio ancora più surreale.
La zona è aperta tutto l’anno e le passerelle permettono di avvicinarsi in sicurezza per osservare i vari fenomeni geotermici, tuttavia è bene ricordare che l’acqua delle sorgenti arriva a oltre 100°C, quindi è fondamentale rispettare la segnaletica e non avvicinarsi troppo.

Nelle immediate vicinanze del parcheggio si trova il Geysir Centre, un centro visitatori con un ristorante che vi consiglio per l’ottimo rapporto qualità prezzo, un negozio di souvenir e mostre educative sui fenomeni geotermici.
Come molte meraviglie naturali islandesi, anche Geysir è legato da antiche leggende locali: si diceva che troll e giganti utilizzassero il geyser per dimostrare la loro forza.
Come funziona davvero il geyser? Questi fenomeni sono soliti formarsi in aree vulcaniche, dove il calore riscalda l’acqua fino a farla evaporare violentemente.
Nel caso di Geysir l’acqua piovana filtra nel terreno fino a incontrare rocce calde e profonde, il calore estremo trasforma l’acqua in vapore, creando pressione.
Quando la pressione supera un certo limite, l’acqua viene spinta verso l’alto attraverso un condotto naturale, generando l’eruzione.
In questo luogo il potere della terra si manifesta in tutta la sua forza, mostrandoci la forza primordiale che modella il nostro pianeta.
Come visitare il Golden Circle
Visitare il Circolo d’Oro è abbastanza semplice e ci sono due opzioni per farlo:
- In auto: noleggiare la macchina e fare tutto in autonomia è molto semplice, le strade sono in ottime condizioni, le distanze tra le varie attrazioni sono brevi e ben collegate, rendendo il viaggio comodo anche per chi non è abituato a guidare in Islanda. Il vantaggio è quello di poter fare soste fotografiche lungo il tragitto e non avere tempi prestabiliti nelle attrazioni; inoltre se siete in più persone sicuramente ci sarà anche un risparmio economico.
2. Tour organizzati: se non te la senti di guidare ogni giorno ci sono varie agenzie che offrono tour giornalieri dalla capitale, ne ho selezionati alcuni tra i più interessanti:
- Tour di un giorno del Circolo d’oro da Reykjavik
- Tour da Reykjavik: giro del Circolo d’Oro e cratere di Kerid
- Tour del Circolo d’Oro, il cratere di Kerid e la laguna segreta
- Giro del Cerchio d’Oro e tour dei ghiacciai in motoslitta – da Reykjavik
- Giro del Circolo d’Oro, cratere di Kerid e laguna blu
Quanto tempo ci vuole per visitare il Circolo d’Oro
Visitare il Circolo d’Oro richiede un’intera giornata, così suddivisa:
- Parco Nazionale Þingvellir, 1-2 ore per passeggiare tra le placche tettoniche, visitare il sito archeologico di Alþingi e per i più avventurosi fare snorkeling nella fessura di Silfra (questa attività richiede almeno 3 ore aggiuntive).
- Cascata di Gullfoss: 1 ora, il percorso non è lungo ma vi assicuro che per guardarla da ogni angolazione e fare le foto il tempo passerà molto veloce.
- Area geotermica di Geysir: 30 minuti, lo Strokkur “erutta” ogni 5-10 minuti e volendo potete poi esplorare le fumarole circostanti.
Reykjavik -Þingvellir: 45 minuti (40km)
Þingvellir – Gullfoss: 1 ora (60 km)
Gullfoss – Geysir: 15 minuti (10 km)
Geysir – Reykjavik: 1 ora e 30 minuti (100 km)
Ovviamente dipende sempre dalle condizioni meteo, dal periodo dell’anno (valutando le ore di luce) e dalle soste fotografiche o pausa pranzo lungo il tragitto.
Hai del tempo in più? Ecco le esperienze imperdibili al Circolo d’Oro
Come ti dicevo all’inizio di questo articolo, vorrei raccontarti un esperienza che ha arricchito il mio spirito avventuroso e la mia connessione con la natura.
Qualcosa di unico che si può fare solamente in questo luogo e in nessun altro posto al mondo.
Se anche tu vuoi metterti alla prova e sperimentare qualcosa di speciale, ti consiglio di ritagliare un pò di tempo durante il viaggio e inserire l’esperienza che sto per condividere con te.
Snorkeling tra 2 continenti: nuotare nella faglia di Silfra
Ho visto un video su Instagram che parlava di questa esperienza e mi sono detta “devo farlo”.
Presa dall’entusiasmo ho cercato online e prenotato immediatamente.
Vuoi fare anche tu questa “follia”?
Immagina di immergerti in un mondo sommerso, dove l’acqua è così limpida da sembrare invisibile, mentre nuoti circondato da paesaggi subacquei surreali.
All’interno del Parco Nazionale di Þingvellir la geologia prende vita, dando origine alla faglia di Silfra.
Cos’è la faglia di Silfra?
Si tratta di una spaccatura nella crosta terreste formatasi a causa della divergenza delle due placche tettoniche: quella nordamericana e quella euroasiatica, che ogni anno si allontanano di circa 2 cm.
L’acqua del ghiacciaio Langjökull filtra attraverso le rocce vulcaniche per decenni, fino a raggiungere la faglia.
Questo lungo processo di filtrazione rende l’acqua di Silfra una delle più pure e limpide al mondo, con una visibilità subacquea che raggiunge i 100 metri.
L’esperienza dello snorkeling
Perchè fare snorkeling qui? L’acqua non è fredda?
La temperatura costante è di circa 2°C, quindi si, è molto fredda.
Ho pensato di disdire l’appuntamento varie volte nei giorni precedenti all’immersione.
L’entusiasmo del video che avevo visto lasciava spazio al terrore, sapendo quanto sono freddolosa.
Cosa mi era venuto in mente?
Anni fa, in Finlandia, ho provato a buttarmi in un lago ghiacciato dopo aver fatto la sauna, la temperatura dell’acqua era la stessa, e sono riuscita ad immergermi massimo fino al petto, per un paio di secondi.
Qui ti daranno la muta, mi sono detta.
Ma si rimane in acqua quasi un’ora. Ero nel panico.
Onestamente? Potrei dirti che ho voluto sfidare me stessa, che sicuramente è vero, ma la realtà è che mi scocciava aver buttato dei soldi.
Sapevo che se non l’avessi fatto, me ne sarei pentita, sotto tutti i fronti.
Curiosa e terrorizzata ho messo da parte le scuse e sono andata.
Il primo consiglio che voglio darti è di scegliere le 14.30, l’ultimo orario della giornata, per praticare l’attività. C’è meno gente e inoltre io, dopo questa attività, non sarei stata in grado di fare altro e avrei perso la giornata, se l’avessi fatta al mattino.
In alternativa anche il primo orario del mattino non è molto frequentato. Nelle ore centrali, l’attesa per immergersi può diventare piuttosto lunga.
Appena arrivata mi hanno indirizzata ai camerini per l’abbigliamento tecnico. La vestizione è un processo abbastanza lungo.
Sotto la muta stagna è possibile tenere il proprio intimo termico: leggings, maglia e calzettoni. Neanche questo ti risparmierà dal freddo, ma è meglio presentarsi attrezzati.
Dopo una breve spiegazione della guida, ero pronta per iniziare questa avventura.
A differenza di quello che ci si può aspettare di vedere facendo snorkeling, a Silfra, non troverai pesci, piante o coralli.
Le principali aree da esplorare sono 4:
- La Big Crack: così si chiama la parte più stretta della faglia, dove puoi quasi toccare i due continenti con le mani.
- La Sala: un’area più ampia con colori che sembrano dipinti.
- La Cattedrale: questa è la parte più profonda, con una visibilità mozzafiato che ti da la sensazione di fluttuare nel vuoto.
- La Laguna: l’ultima parte del percorso, dove puoi rilassarti e goderti l’acqua quasi immobile, circondato da una natura silenziosa.
Quello che proverai a Silfra è l’emozione di trovarti sospeso tra 2 continenti, in un luogo che racconta la storia della terra.
E lo sentirai in ogni parte del tuo corpo.
Scendendo la scalinata entrerai pian piano a contatto con l’acqua, che ti cullerà e trasporterà per quasi tutto il percorso, grazie a una naturale corrente.
Puoi decidere di affrontare l’ingresso in 2 modi: a testa in giù, guardando sotto (tanto i capelli te li bagnerai, prima o dopo), o a pancia in su, lasciandoti trasportare all’indietro.
Personalmente, per il primo tratto, ti consiglio la seconda opzione, avrai così il tempo di abituarti alla sensazione.
Muoversi con la muta stagna non è propriamente agevole, ci si sente impacciati, dato che ti porta a galleggiare, aumentando ancora di più la sensazione di essere sospesi nel vuoto.
Dicono che la bellezza del luogo ti farà dimenticare il freddo. Io non l’ho dimenticato, e penso non lo dimenticherò mai.
E allora perchè lo consiglio? Perchè sono felice di averlo fatto.
Col mio brevetto da subacquea mi sono immersa varie volte, in varie parti del mondo, ma una cosa così non l’ho mai vista.
Sono uscita dall’acqua con le mani gelate (e ci ho messo varie ore a riscaldarle) ma col cuore pieno di emozioni indimenticabili.
È un’esperienza per tutti? No.
Se sei alla ricerca di qualcosa di unico, Silfra è la risposta.
Ps: Non dimenticare di portare una fotocamera subacquea per immortalare il momento.

Secret Lagoon (laguna segreta)
Una piscina geotermica dove rilassarsi nelle calde acque termali, a 30 minuti dal Parco Nazionale di Þingvellir.
La Secret Lagoon è stata costruita nel 1891, rendendola una delle prime piscine pubbliche geotermali d’Islanda. Il suo nome deriva dalla dall’atmosfera tranquilla e intima, che un tempo la rendeva una gemma nascosta. Oggi è una meta sempre più popolare tra i turisti.
Le acque della laguna sono alimentate da sorgenti geotermiche naturali che mantengono una temperatura costante di 38-40° durante tutto l’anno, e la profondità massima è di 1,5 metri.
E’ circondata da un paesaggio pittoresco fatto da campi di lava, formazioni vulcaniche e piccole sorgenti fumanti, c’è anche un piccolo geyser che erutta regolarmente.
Il costo del biglietto è di circa 25€ e include armadietti con chiave, docce, bagni e asciugacapelli. Sono esclusi il noleggio dell’asciugamano e del costume. Se puoi portali in autonomia, insieme alle ciabatte.
Il tempo di permanenza è di 1 ora e 30 minuti e consiglio di prenotare in anticipo.
Se vuoi inserirla all’interno di un tour giornaliero ti consiglio di abbinarla al Golden Circle.
Cratere di Kerid
Si tratta di un cratere vulcanico di circa 3000 anni, al cui interno si trova un lago dalle acque di un intenso color turchese.
Visitandolo si ha la possibilità di camminare lungo il bordo del cratere e di scendere fino alle rive del lago, attraverso un sentiero ben mantenuto.
L’accesso al cratere prevede un biglietto d’ingresso di 500 corone islandesi, equivalenti a circa 3,50€.
Il parcheggio, situato proprio all’ingresso del cratere, è gratuito.
Il tempo stimato della visita è di circa un’ora.
Una tappa assolutamente consigliata se stai esplorando il Circolo d’Oro.
Laugarvatn Fontana
Nella cittadina di Laugarvatn, situata a metà tra Þingvellir e Geysir, ci sono due possibili attività: le saune naturali e la degustazione di pane alla lava.
Laugarvatn Fontana è un centro termale un pò diverso dal solito:
- Le saune naturali sono alimentate da vapori geotermici che emergono naturalmente dal terreno vulcanico sottostante quindi la temperatura è regolata naturalmente dall’attività geotermica che offre un calore avvolgente, ideale per il relax muscolare e il detox.
- Le varie piscine geotermiche hanno temperature che oscillano tra i 36° e i 40°C. Ognuna di esse ha una vista mozzafiato sul lago Laugarvatn, rendendo l’esperienza rilassante e immersiva, sia in estate che in inverno.
Quello che rende ancora più speciale questo centro termale è che, dopo aver goduto del calore delle piscine o delle saune, c’è la possibilità di fare un tuffo nelle fresche acque del lago.
Il contrasto caldo-freddo è una tradizione islandese che stimola la circolazione e offre un esperienza rigenerante, e io amo provare queste tradizioni.
Ho scoperto questa pratica per la prima volta in Finlandia e, nonostante io sia davvero una persona freddolosa, la rifarei altre mille volte.
Nonostante l‘atmosfera di Laugarvatn Fontana sia molto più intima rispetto ad altri centri termali, è dotato di strutture moderne, complete di tutto il necessario, compreso un piccolo caffè per rifocillarsi con snack e bevande.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 25-30€ per adulto.
Qui si può coniugare relax, tradizione e gastronomia, come ti racconto di seguito.

Panificazione geotermica: assaggia il pane cotto sotto terra
Una delle attrazioni più uniche di Laugarvatn Fontana è la possibilità di assaggiare il tradizionale rúgbrauð, un pane di segale cotto lentamente nel terreno vulcanico dal signor Sigurður Rafn Hilmarsson, il proprietario dei bagni termali.
Una pentola contenente l’impasto viene adagiata in una fossa geotermica ribollente, un buco di circa 30 cm, successivamente coperto di terra e chiuso con una pietra.
Grazie al naturale calore del sottosuolo, dopo 24 ore di cottura, il pane è pronto per essere degustato con burro fresco o pesce affumicato.
Io ho ancora l’acquolina in bocca.
- Prepara e poi degusta il tradizionale pane di segale islandese e cuocilo grazie al calore geotermico
Sebbene oggi sarebbe molto più semplice e veloce cucinarlo nel forno, il signor Hilmarsson non ha nessuna intenzione di abbandonare questa antica tradizione: “il gusto del pane cotto nella sorgente è unico, quello cotto in forno non si avvicina neanche”.
Pensieri per concludere
In questo articolo abbiamo esplorato solo una piccola parte di quello che può offrire l’Islanda.
Se stai organizzando un viaggio qui, puoi prendere ispirazione dal mio itinerario di 7 giorni in Islanda.
Nell’articolo come organizzare un viaggio in Islanda, invece, trovi tutte le informazioni utili da sapere prima di partire.
Se hai ancora qualche dubbio, scrivimi! Sarò felice di aiutarti.
Ricordati che un viaggio in quest’isola non è solo un’avventura personale, ma un opportunità per connettersi in modo profondo e significativo con la natura.
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